Dal chiostro - Buona Pasqua di Rissurrezione 2018

Vi proclamo, fratelli, il Vangelo che vi ho annunciato e che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi. Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture e fu sepolto ed è risorto il terzo giorno...”.
La morte è stata ingoiata per la vittoria. Siano rese grazie a Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo! Perciò, fratelli miei carissimi, rimanete saldi e irremovibili, prodigandovi sempre nell’opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore.
— (1Cor 15)

     Si susseguono ai nostri giorni con impressionate rapidità scenari di morte: morti violente, morti di innocenti, catastrofi di ogni genere, distruzioni, sconvolgimenti. Un malessere che mina la vita nei suoi valori primari. Coinvolti e stravolti da questi scenari a Pasqua siamo ancora invitati a volgere lo sguardo a Colui che abbiamo trafitto. Fissi ad una croce, ma certi che la vittima è viva, è risorta. Occorre però uno sguardo illuminato dalla fede per non cadere nel facile inganno di vedere nel divin Crocifisso soltanto una vittima, una della tante vittime innocenti, che ha solo preceduto le vittime dei nostri giorni. Quella lampada che ci è stata consegnata come dono prezioso nel giorno del nostro battesimo, dobbiamo farla ardere e ben alimentarla per non cadere nel buio di una interminabile cieca assurda inarrestabile passione, tanto violenta da coinvolgere perfino il Figlio di Dio e che si espande e continua la sua perfida violenza fino a noi, fino a ferire le nostre coscienze, ad umiliarci, a minare la nostra fede e assopirci nel male vissuto come inarrestabile e inevitabile. Così chiuderemmo per sempre la vita in un sepolcro.

 Guarderanno a Colui che hanno trafitto....

Guarderanno a Colui che hanno trafitto....

     Volgere lo sguardo a Colui che abbiamo trafitto significa prima di tutto cercare di comprendere l’origine e la cruda realtà del male, che vive in noi e con noi, perpetrato dall’uomo che sfida il Cielo, dall’uomo presuntuoso, solo e senza Dio, che si ferisce mortalmente nell’intimo, e che poi continuamente insudicia la terra e la cosparge di ogni male.
     Quel male che poi ci assale, ci si ritorce contro con violenza e crescente brutalità narrata e documentata quotidianamente. Quel male che è poi la nostra triste storia quotidiana, è il male di ognuno di noi, quello personale e quello collettivo. Quel male che poi in modo blasfemo osiamo attribuire a Colui che ci ha creati e redenti e che nella Sua essenza è Amore infinito.
     Ecco allora che il nostro sguardo si rivolge fiducioso all’Uomo del Calvario, al Dio della Croce: quella passione ci appartiene, quella crudeltà ora ben sappiamo donde viene; quella coronazione di spine in modo eloquente ci parla della nostra assurda presunzione e della nostra insane pretesa di gloria e di potere. Scopriamo finalmente con lo sguardo della fede che il Trafitto sta operando una prodigiosa ascensione e una ammirabile assunzione: la sua passione è la nostra quotidiana passione. Egli umiliato fino alla morte di croce, sale per ricondurci alla Casa paterna; assume, prende su di sé tutto il nostro male e si presenta dinanzi al Padre come unico responsabile di tutti i mali, di tutti i tempi pronto per espiarli e pagarne il prezzo adeguato.

 A Emmaus...

A Emmaus...

     Sì, proprio così il nostro male viene cancellato dal Figlio di Dio! Questa è la nostra Pasqua! Così il male muore inchiodato alla croce, muore sul monte, viene calato in un sepolcro, viene sceso nelle viscere della terra e il bene poi risorge come dono in un mattino radioso: era il 1° di Aprile 2018.
     Il Bene è tornato a fiorire nel giardino accanto al monte, dove il Risorto ci chiama tutti per nome per un nuovo Battesimo nel Suo sangue, è tornato a fiorire nel cuore di una peccatrice convertita, è tornato a fiorire nel cuore di due delusi che procedono in senso contrario verso Emmaus e, incontrato e riconosciuto il Risorto, tornano al Cenacolo come testimoni; è tornato a fiorire nel cuore degli apostoli frastornati e impauriti poi intrepidi e martiri gloriosi, è tornato a fiorire in Tommaso che non crede, tocca i segni della redenzione e proclama che Gesù è il suo Signore e il Suo Dio, è tornato a fiorire nel tuo e nel mio cuore con il calore e la luce di quella lampada pasquale che una Madre buona, madre del Risorto e dei risorti, dai piedi della croce e gloriosa dal Cielo santo, sempre come mediatrice alimenta la fede e la speranza in tutti noi.

Buona Pasqua dal chiostro.

 Alleluia!!

Alleluia!!